Morsi al nido: cause, come reagire e come prevenirli Morsi al nido: cause, come reagire e come prevenirli - kidsday
Sviluppo del Bambino54 min di lettura

Morsi tra i bambini piccoli al nido: perché succede e come educatori e genitori possono intervenire insieme

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Morsi tra i bambini piccoli al nido: perché succede e come educatori e genitori possono intervenire insieme

Mordere è comune tra uno e tre anni. Scopri perché i bambini piccoli mordono, come dovrebbero reagire gli educatori sul momento e come possono aiutare i genitori a casa.

Poche cose preoccupano genitori ed educatori quanto una telefonata che inizia con «Oggi suo figlio è stato morso» o, ancora più difficile, «Suo figlio ha morso un compagno». I morsi possono spaventare, ma sono uno dei comportamenti più comuni nei gruppi di bambini piccoli. Per la maggior parte dei bambini si tratta di una fase passeggera legata alla loro fase di sviluppo, non di un segno di aggressività o di cattiva educazione.

Capire perché i bambini piccoli mordono e reagire con calma e coerenza sia al nido sia a casa è il modo più rapido per aiutare un bambino a superare questa fase.

Perché i bambini piccoli mordono?

I morsi sono più frequenti all'incirca tra uno e tre anni. In questa fase i bambini provano emozioni intense e hanno grandi bisogni, ma pochissime parole per esprimerli. Le ragioni più comuni sono:

  • Frustrazione: un altro bambino gli ha preso un gioco, oppure non riesce a fare ciò che vuole, e non ha ancora le parole per dirlo.
  • Dentizione: le gengive doloranti rendono piacevole masticare e mordere.
  • Esplorazione: i bambini piccoli scoprono il mondo attraverso la bocca.
  • Iperstimolazione o stanchezza: rumore, affollamento, fame o un sonnellino saltato rendono più difficile l'autocontrollo.
  • Ricerca di attenzione: il morso ottiene una reazione immediata e forte da parte degli adulti e degli altri bambini.
  • Sensazione di affollamento: quando un bambino sente invaso il proprio spazio, mordere può essere un modo rapido per allontanare gli altri.

La maggior parte dei bambini piccoli che mordono non vuole fare male a nessuno. Reagiscono sul momento con gli strumenti che hanno.

Cosa devono fare gli educatori sul momento

Una reazione calma e coerente aiuta entrambi i bambini coinvolti:

  • Occupatevi prima del bambino morso. Consolatelo, poi pulite delicatamente la zona con acqua e sapone e applicate un impacco freddo se necessario. Controllate la pelle e seguite il protocollo di primo soccorso della vostra struttura.
  • Rivolgetevi al bambino che ha morso con calma e brevità. Abbassatevi alla sua altezza e usate un messaggio breve e fermo come «Stop. Mordere fa male.» Evitate lunghe prediche o di farlo vergognare: i bambini piccoli non le capiscono.
  • Mostrategli cosa fare invece. Dategli parole semplici da usare la prossima volta: «Di' "mio"» oppure «Di' "basta"». Se la causa sembra la dentizione, offritegli un massaggiagengive sicuro.
  • Non mordete mai a vostra volta e non incoraggiate i genitori a «fargli provare cosa si sente». Così impara che mordere è accettabile.

Documentare e comunicare con le famiglie

Ogni episodio di morso va registrato: l'ora, il luogo, cosa stava succedendo subito prima e come ha reagito il personale. Una buona documentazione vi aiuta a individuare degli schemi e mostra alle famiglie che la situazione viene gestita in modo professionale.

Informate entrambe le famiglie il giorno stesso. Raccontate cosa è successo e cosa avete fatto, ma tutelate la privacy di ciascun bambino. La maggior parte dei nidi non comunica ai genitori il nome del bambino che ha morso, ed è utile spiegare questa regola nel regolamento per le famiglie prima ancora che si verifichi un episodio.

Con kidsday, gli educatori possono registrare gli episodi nel momento in cui accadono e condividere gli aggiornamenti con i genitori direttamente nell'app, così le famiglie vengono informate dal nido in modo rapido e chiaro, invece che durante un frettoloso scambio al momento del ritiro.

Prevenire i morsi prima che accadano

Il modo migliore per ridurre i morsi è capire quando e perché si verificano. Osservate gli schemi: succede prima di pranzo? Durante i momenti di passaggio da un'attività all'altra? Vicino a un gioco o a un angolo particolare? Una volta individuati i fattori scatenanti, potete intervenire per tempo:

  • Mettete a disposizione più esemplari dei giochi più amati, così i bambini non sono costretti a contenderseli.
  • Riducete l'affollamento dividendo il gruppo in angoli di attività più piccoli.
  • Mantenete routine prevedibili e assicuratevi che pasti e sonnellini non vengano posticipati.
  • Restate vicini al bambino che tende a mordere nei suoi momenti più a rischio e reindirizzatelo per tempo.
  • Insegnate parole, gesti o segni semplici per «basta», «aiuto» e «mio».
  • Lodate i comportamenti gentili: «Hai chiesto il camion con le parole. Bravo!»

Come possono aiutare i genitori a casa

I bambini imparano meglio quando il messaggio è lo stesso al nido e a casa. I genitori possono:

  • Usare le stesse frasi brevi degli educatori, come «Mordere fa male».
  • Leggere semplici libri illustrati su mani e dentini gentili.
  • Aiutare il bambino a dare un nome alle emozioni: «Sei arrabbiato perché la tua torre è caduta.»
  • Assicurarsi che il bambino sia riposato e non abbia fame, soprattutto nei giorni di nido.
  • Restare calmi. Una forte reazione emotiva può rinforzare involontariamente il comportamento.

Quando cercare un supporto aggiuntivo

Nella maggior parte dei bambini piccoli i morsi diminuiscono man mano che si sviluppa il linguaggio. Se i morsi continuano spesso dopo i tre anni, diventano più intensi o si presentano insieme ad altre preoccupazioni sulla comunicazione o sul comportamento, è bene che la famiglia ne parli con il pediatra o con uno specialista dello sviluppo infantile. Gli educatori possono sostenere questo confronto condividendo le proprie osservazioni e la documentazione raccolta.

Considerazioni finali

Mordere è una parte normale, anche se spiacevole, della prima infanzia. Quando gli educatori reagiscono con calma, documentano con cura e collaborano strettamente con i genitori, i bambini imparano modi migliori per esprimersi e le famiglie si sentono sicure che il loro bambino sia in buone mani.

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